ROMA, 12.10.2026 — Il ministro della Salute dei Paesi Bassi ha inviato alla Commissione europea una lettera aperta, cofirmata da Belgio, Finlandia, Francia, Ungheria, Lettonia, Slovenia e Spagna, che chiede un “congelamento del mercato” (market freeze) per qualsiasi prodotto a base di nicotina non ancora in vendita nell’UE. In vista della revisione delle direttive sui prodotti del tabacco e sulla pubblicità del tabacco, la lettera propone anche un divieto europeo degli aromi, limiti al contenuto di nicotina, pacchetti neutri e la possibilità per gli Stati membri di vietare le bustine di nicotina. L’Italia non figura tra i firmatari.
Alberto Gómez Hernández, policy manager della World Vapers’ Alliance, ha dichiarato:
“Questo congelamento escluderebbe prodotti nuovi e meno dannosi, che potrebbero aiutare milioni di fumatori a smettere, mantenendo al tempo stesso le sigarette accessibili. Limitare le alternative già in commercio con divieti sugli aromi e tetti alla nicotina non farà che allontanare ulteriormente l’obiettivo di un’Europa senza fumo entro il 2040. L’UE ha scelto il nemico sbagliato. Il problema non è mai stato l’innovazione né la nicotina: è il fumo.”
Secondo un recente rapporto della Free Market Foundation, tre organizzazioni di sanità pubblica con sede a Bruxelles hanno sostenuto nell’ultimo anno tasse più alte sulla nicotina, restrizioni sugli aromi e norme che equiparano i prodotti alternativi alle sigarette. L’European Cancer Organisation ha ricevuto 1,46 milioni di euro dalla Commissione, la Smoke Free Partnership una sovvenzione di 100.000 euro e l’European Public Health Alliance più della metà del proprio bilancio.
Lo scorso autunno European Cancer Organisation e Smoke Free Partnership hanno incontrato i commissari responsabili di sanità pubblica e fiscalità e, negli stessi mesi, hanno chiesto pubblicamente a Stati membri e Parlamento europeo di sostenere la revisione della tassazione del tabacco proposta dalla Commissione. La coincidenza solleva un interrogativo: la lettera aperta potrebbe essere un modo per la Commissione di mostrare il sostegno degli Stati membri alla propria linea proibizionista e di fare pressione sui governi ancora indecisi?
La WVA invita il governo italiano e gli altri Stati membri a respingere queste proposte: svapo e bustine di nicotina non sono sigarette, e la legislazione europea dovrebbe riconoscerlo. I consumatori hanno bisogno di alternative meno dannose oggi e delle innovazioni di domani.