Il bizzarro dibattito tedesco sullo svapo: un appello alla riduzione del danno

In un recente e notevole cambiamento rispetto alla tipica narrazione mediatica negativa sullo svapo e la riduzione del danno in Germania, Der Spiegel ha pubblicato un articolo che si distingue. L'articolo raccontava il percorso di un giornalista che ha smesso di fumare grazie allo svapo, presentando una prospettiva accurata e pertinente sui rischi relativi dello svapo rispetto al fumo. Questo articolo, disponibile Qui, è una perla rara in un panorama spesso offuscato da scetticismo e disinformazione.

Tuttavia, la risposta a questo articolo, in particolare da parte di importanti personalità politiche, è stata tutt'altro che incoraggiante. Renate Künast, esponente di spicco del Partito Verde tedesco ed ex Ministro per la Tutela dei Consumatori, criticato L'articolo, insinuando che si trattasse più di un articolo promozionale che di una vera e propria storia di lotta al fumo. La sua reazione riflette un problema più ampio nella politica sanitaria tedesca: la riluttanza a riconoscere i potenziali benefici dello svapo come strumento per smettere di fumare.

Questa posizione è sempre più in contrasto con la crescente mole di prove scientifiche a sostegno dello svapo come metodo efficace per smettere di fumare. Ad esempio, la scorsa settimana, Cochrane La revisione ha ribadito con elevata certezza che le sigarette elettroniche a base di nicotina aiutano più persone a smettere di fumare rispetto alle tradizionali terapie sostitutive della nicotina (NRT). Nonostante ciò, scetticismo e un netto rifiuto persistono nel panorama politico tedesco.

Inoltre, l'Ufficio Nazionale di Statistica del Regno Unito ha efficacemente sfatato la teoria del passaggio, dimostrando che quasi tutti gli svapatori sono fumatori o ex fumatori. Questi dati smentiscono la narrazione secondo cui lo svapo sia un percorso verso il fumo, evidenziandone invece il ruolo nell'aiutare i fumatori a smettere.

La riluttanza della politica sanitaria tedesca ad adottare lo svapo come strumento di riduzione del danno è sempre più problematica, soprattutto se confrontata con i progressi compiuti in altri Paesi. La Svezia, ad esempio, è sul punto di diventare un paese libero dal fumo, in gran parte grazie al suo approccio progressista alla riduzione del danno. Al contrario, la Germania continua a fare i conti con oltre 100.000 decessi correlati al fumo ogni anno.

È giunto il momento di un cambio di paradigma nella politica sanitaria tedesca. Ispirandosi a modelli di successo come quello svedese, la Germania può adottare un approccio più efficace e compassionevole alla cessazione del fumo. Adottare strategie di riduzione del danno, tra cui lo svapo, potrebbe salvare innumerevoli vite e ridurre significativamente l'impatto del fumo sulla salute pubblica.

La storia di Der Spiegel non è solo il successo di un individuo: è un invito all'azione affinché i decisori politici riconsiderino la loro posizione sullo svapo e sulla riduzione del danno. Mentre le prove si accumulano e altre nazioni compiono progressi nella riduzione del tasso di fumo, la Germania non deve arretrare nell'adottare politiche che diano priorità alla salute pubblica e adottino strategie comprovate di riduzione del danno.

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