COP11 Giorno 5: La battaglia interna dell'UE si estende a Ginevra

Mentre i negoziati alla COP11 giungono al quinto giorno, diventa sempre più chiaro che le controversie più grandi si verificano all'interno dell'UE stessa.

Secondo un rapporto di Euractiv, diversi paesi dell'UE hanno accusato la Commissione europea e la presidenza danese della COP di cercando di far passare di nascosto i divieti sullo svapo e altre alternative più sicure alla nicotina“ a Ginevra, nonostante un accordo formale secondo cui l'UE non avrebbe preso una posizione globale su tali divieti.

La pressione sembra concentrarsi sull'articolo 4.5 dell'agenda della COP11, che incoraggia i paesi a introdurre regolamentazioni più severe o divieti sul tabacco, sulle sigarette elettroniche e sui nuovi prodotti a base di nicotina. Secondo quanto riferito, la Commissione starebbe esortando gli stati dell'UE ad adottare una posizione più ambiziosa, mentre Italia, Grecia e Polonia stanno reagendo con forza. e difendendo la competenza nazionale, la proporzionalità e la necessità di basare le decisioni su prove concrete.

Questa frattura interna all'UE rappresenta uno sviluppo significativo. Dimostra che non tutti i paesi dell'UE sono disposti a seguire le strategie proibizioniste promosse dall'OMS, soprattutto quando tali strategie ignorano le realtà locali e le prove scientifiche.

Questa lotta non riguarda solo la COP11. È un'anteprima di ciò che accadrà mentre l'UE si prepara a rivedere la direttiva sulle accise sul tabacco (TED) e la direttiva sui prodotti del tabacco (TPD). Se la Commissione europea è disposta a sfidare il consenso interno e a imporre divieti a livello internazionale, cosa possiamo aspettarci a porte chiuse a Bruxelles?

Gli Stati membri dovranno rimanere vigili. Le revisioni del TED e della TPD influenzeranno la regolamentazione della nicotina in Europa per gli anni a venire e la pressione per allinearsi ai divieti in stile OMS non potrà che intensificarsi. La COP11 ha dimostrato come alcune istituzioni siano disposte a bypassare la democrazia e gli accordi per perseguire l'ideologia. Lo stesso potrebbe accadere a livello dell'UE, a meno che non prevalgano la trasparenza, il controllo scientifico e la leadership degli Stati membri.

In una conferenza già scossa da un crescente dissenso, quest'ultimo episodio conferma che la resistenza è reale e in crescita. Non solo paesi come la Nuova Zelanda si stanno esprimendo pubblicamente a favore della riduzione del danno, ma ora gli stessi Stati membri dell'UE si rifiutano di farsi travolgere dalle posizioni ideologiche provenienti da Bruxelles e Ginevra.

La COP11 sta mettendo a nudo le crepe nel piano globale anti-nicotina e la crisi di legittimità che si sta ora manifestando all'interno delle istituzioni che la promuovono.

Qui puoi trovare maggiori informazioni di base.

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