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Consumatori: tassare la sigaretta elettronica fa male alla salute

Critiche dell’associazione World vapers’ alliance alla Germania: i prodotti del vaping devono essere alla portata di tutti.

Aspre critiche al governo tedesco vengono dall’associazione internazionale dei consumatori di sigarette elettroniche World vapers’ alliance (Wva). Come riportato nei giorni scorsi da indiscrezioni della Frankfurter Allgemeine Zeitung e poi confermato da altri organi di stampa, il Ministro delle finanze Olaf Scholz intende introdurre una tassa specifica sui liquidi per sigarette elettroniche a partire dal 2022. Finora in Germania i prodotti del vaping erano esentati dalla tassa sul tabacco e la nuova misura ne determinerebbe un aumento del prezzo al consumatore.


La discussione in corso anche a livello europeo sul tema, denuncia l’associazione, ignora completamente le necessità dei consumatori, quasi esclusivamente ex fumatori in Germania come altrove. Il fondato timore è che molti vaper potrebbero essere spinti a tornare al fumo dal costo maggiorato delle sigarette elettroniche. “Chiunque voglia davvero ridurre il danno sanitario causato dal fumo – spiega il direttore di Wva Michael Landl – deve facilitare l’accesso all’e-cigarette, non renderlo più difficile. Il vaping riduce del 95% il danno del fumo ed è raccomandato dalle istituzioni sanitarie nel Regno Unito, in Francia e in Canada come strumento per smettere di fumare”.


Secondo Landl, la Germania dovrebbe seguire l’esempio di questi Paesi, invece di iniziare una guerra contro le sigarette elettroniche. “Svapare – continua – può migliorare la vita di molti fumatori e per questo questi prodotti devono continuare a rimanere economicamente convenienti. Fino a due milioni di consumatori potrebbero ricadere nel fumo e questo avrebbe conseguenze fatali per la salute pubblica”.


World vaper’s alliance sottolinea che una tassa sui prodotti del vaping andrebbe a penalizzare in particolare le fasce della popolazione a basso reddito, dove il fumo è più diffuso. Proprio per questa categoria di fumatori, una differenza di tassazione fra tabacco e sigaretta elettronica, potrebbe essere un importante incentivo a passare allo strumento meno dannoso. Insomma, i prodotti del vaping dovrebbero costare meno di quelli da fumo tradizionale. “Se i politici hanno interesse nella salute dei fumatori – conclude Landl – devono garantire che i prodotti del vaping siano alla portata di tutti. Chi vuole stare lontano dalle sigarette o vuole passare all’e-cig non dovrebbe essere usato come fonte di finanziamento per un bilancio statale zoppicante. Purtroppo sembra che accada questo, anche se nessuno vuole ammetterlo”.

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